Lo zinco (biossido di zinco o zinc oxide in inglese) è la migliore arma a disposizione di un surfista contro il sole. Non è un semplice "trucco" per sembrare un professionista, ma una necessità pratica e un elemento fondamentale dell'attrezzatura nel 2026.
Ecco una guida completa su perché, come e dove usare la protezione solare a base di zinco quando si fa surf, inclusi i luoghi del mondo dove è assolutamente indispensabile.
 

 
1. Perché usare lo Zinco quando si fa Surf?
I normali filtri solari non bastano quando si è in acqua per diverse ore. L'acqua, il sale e lo sfregamento della muta o del rash vest li rimuovono rapidamente, lasciando la pelle esposta ai danni solari. Lo zinco risolve questi problemi per diverse ragioni:
  • Barriera Fisica, non Chimica: Lo zinco agisce come un minerale che crea una vera e propria barriera fisica riflettendo i raggi UVA e UVB.
  • Massima Resistenza all'Acqua: Le formulazioni di zinco per surfisti sono spesse e "impermeabili" per natura, rimanendo sulla pelle anche dopo ore di sessione intensa.
  • Protezione ad Ampio Spettro: Offre protezione sia dai raggi UVA che UVB.
  • Adesione Potente: Non cola negli occhi, cosa che può bruciare e rovinare una sessione.
  • Eco-Friendly (Spesso): Molti marchi specializzati usano formule reef-safe che non danneggiano la barriera corallina e la vita marina.
 
2. Dove Usare lo Zinco: La Mappa della Protezione e del Mondo
Concentrati sulle zone più esposte che emergono dall'acqua mentre remi o aspetti l'onda:
  • Il Naso: La parte più sporgente e quella che si scotta più facilmente.
  • Le Guance e gli Zigomi: I "punti caldi" dove il sole batte direttamente e l'acqua salata si deposita.
  • Le Labbra: Utilizza un burrocacao/stick specifico a base di zinco.
  • Orecchie e Nuca: Zone critiche se non indossi il cappuccio della muta.
 
Nel Mondo: I Luoghi in cui lo Zinco è Obbligatorio
Se surfi in queste aree geografiche, non puoi fare a meno di uno strato generoso di zinco a causa dell'intensità del sole equatoriale o tropicale e del riverbero costante:
  • Hawaii (Oahu, Maui, Kauai): La potenza del sole hawaiano è leggendaria. Inoltre, in molti parchi marini e spiagge, i filtri solari chimici sono vietati per legge per proteggere il corallo, rendendo lo zinco l'unica opzione legale e sicura.
  • Indonesia (Bali, Mentawai, Lombok): Vicinissima all'equatore, l'Indonesia richiede una protezione estrema. Le sessioni sono lunghe e il sole è perpendicolare, scottando in pochi minuti anche i surfisti con la pelle più scura.
  • America Centrale (Costa Rica, Panama, Nicaragua): Clima tropicale, umidità elevata e sole intenso rendono lo zinco l'unico prodotto che resiste.
  • Polinesia Francese (Tahiti, Fiji): Anche qui, la salute del reef è prioritaria e l'intensità del sole è massima.
  • Australia (Gold Coast, Byron Bay): La famigerata intensità dei raggi UV in Australia rende lo zinco un accessorio standard per ogni surfista locale.
  • Caraibi: Simile all'America Centrale, il sole qui è tropicale e il riverbero sull'acqua cristallina è molto forte.
 
3. Come Applicare lo Zinco in Modo Efficace
Dimentica il modo in cui applichi la crema solare normale. Lo zinco va "tamponato" e "stratificato", non spalmato fino a farlo scomparire.
  1. Pelle Asciutta e Pulita: Assicurati che il viso sia asciutto prima dell'applicazione.
  2. Preleva una Quantità Generosa: La protezione deriva dallo strato visibile che crei.
  3. Applica a Zone: Applica il prodotto con i polpastrelli nelle aree identificate sopra, tamponando e stendendo delicatamente.
  4. Non Scomparire: Lo strato deve rimanere visibile (bianco, beige o colorato). È quella patina che ti protegge fisicamente.
  5. Riapplica se necessario: Anche se i prodotti moderni durano ore, se la sessione è estremamente lunga (3+ ore) o se ti sei asciugato molto vigorosamente, riapplica un leggero strato extra sulle zone critiche.
Scegli un prodotto specifico per surfisti di qualità (marchi come Headhunter, Surfscreen, o Suntribe sono ottimi esempi nel 2026), e surfa in sicurezza senza la preoccupazione di bruciarti il viso, ovunque tu sia nel mondo.
 
Foto di Serg Alesenko