๐ŸŒŠ "La mia prima vera onda a Ericeira"

di Luca, 31 anni, Milano

Era ottobre. Avevo prenotato un volo low-cost per Lisbona senza pensarci troppo. Portavo con me una tavola soft-top, un paio di mute e una gran voglia di staccare. Avevo sentito parlare spesso di Ericeira: la mecca europea del surf. Ma una cosa è leggerne, un’altra viverla.

Atterrai sotto una pioggia fine e un vento fresco che sapeva già d’inverno. Noleggiai una macchina, schivai un paio di rotonde sbagliate, e dopo meno di un'ora stavo già parcheggiando davanti a Ribeira d’Ilhas. Ero emozionato, e anche parecchio fuori forma.

Il giorno dopo mi svegliai all’alba, il cielo era ancora rosato e l’oceano… perfetto. Lungo la spiaggia c’erano già alcuni local che si cambiavano in silenzio. Mi sentivo fuori posto, goffo, italiano e con la tavola sbagliata. Ma quando misi i piedi in acqua tutto si azzerò.

Dopo qualche tentativo maldestro, mi arrivò lei: un’onda pulita, giusta, non troppo potente. Mi alzai, tremando, ma in piedi. Ho percorso quella parete come se fosse un’autostrada verso la libertà. Il vento in faccia, la linea dell’acqua che correva accanto a me, e un sorriso che mi si stampò addosso per giorni.

Quella mattina non presi chissà quante onde, ma ne bastò una per cambiare tutto. Ho conosciuto una ragazza francese che viaggiava da sola, ho bevuto birre con surfisti spagnoli e ho scritto il mio primo diario di viaggio.

Non sono diventato un pro, non sono mai più riuscito a fare un take-off così pulito per settimane, ma da quella volta in poi il surf è diventato parte della mia vita. E Ericeira, il mio posto del cuore.